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Indice di Rischio di una Infestazione

pannello collante elettroinsetticida

In una intervista ad uno dei fondatori del Motore di Ricerca piu’ famoso al mondo  alla domanda se il progetto Google fosse perfettibile disse che il loro obiettivo era quello di prevedere cosa desidera trovare un utente alla prima lettera che questi scrive nella barra di ricerca.

Questo significa che questi potenti strumenti che oggi tutti noi utilizziamo sanno molte piu’ cose di noi di quanto possiamo immaginare, ma ci dice anche che l’analisi delle previsioni è la chiave che puo’ decretare  il successo o il fallimento di un progetto.

google
Figura 1 Esempio di come alla prima lettera scritta Google suggerisce alcune parole chiave proposte in base alle ultime ricerche effettuate dall’utente
rischio infestazione

Anche noi disinfestatori quotidianamente eseguiamo questi calcoli previsionali anche se un tempo questo avveniva spesso in maniera inconsapevole.

Oggi abbiamo molti strumenti a disposizione,a partire dai monitoraggi, occorre pero’ fare una analisi integrata e organica dei dati rilevati, pena l’insuccesso ed una lettura incoerente.

Figura 2  Le fasi della Gestione del Rischio

Senza l’aiuto dei computer non avremmo quegli strumenti matematici e di analisi statistica che ci possono aiutare tantissimo nell’attribuzione di una classe di rischio il piu’ obiettiva possibile associata ad un evento infestativo.

Anche se abbiamo a che fare con specie biologiche e non con numeri e quindi esisterà sempre un “fattore K” imprevedibile questi programmi ci aiutano nell’elaborazione di piani di monitoraggio piu’ mirati e di azioni preventive e correttive che tendano a contenere al massimo i fenomeni infestativi.

Vediamo quali sono i parametri che è nostro interesse monitorare per misurare questo Indice di Rischio di un Infestante.

1° PARAMETRO: LA PROBABILITA’ (P) o FREQUENZA DI CATTURE E CONSUMI DI ESCA

frequenza_consumi
Figura 3 Cerchiati in rosso i dispositivi ove è stato evidenziao il consumo di esca e l’indicazione delle frequenze.

La frequenza di un evento, come per esempio il consumo di esca rodenticida nella seconda cintura di erogatori, fornisce preziose informazioni su quali aree siano a maggior rischio intrusivo e ci aiuta nell’ adottare quelle misure di mitigazione del rischio che hanno lo scopo di impedire la penetrazione dei roditori nella prima cintura e quindi approssimarsi all’edificio.

La frequenza è un parametro fondamentale collegato strettamente alla probabilità che un evento si verifichi.In altre parole possiamo affermare che se un evento accade con una certa frequenza (documentata e registrata) c’è un’alta (P) probabilità che questo evento si possa verificare di nuovo.

Sotto vediamo una tabella con i dati delle catture di lepidotteri in una Industria.Con un semplice foglio di calcolo possiamo evidenziare subito i superamenti dei limiti critici e le postazioni ove maggiori sono le catture e le frequenze del superamento delle soglie.

tabella
Figura 4 Una tabella con i consumi durante i monitoraggi e l’evidenza di sforamenti del Limite Critico

Alla probabilità puo’ essere assegnato un valore cosi’ ripartito:

  • 1 (uno) nel caso di probabilità bassa
  • 1 (uno) nel caso di probabilità media
  • 2 (due) per una probabilità alta
  • 3 (tre) per una probabilità altissima

Se una postazione registra molte catture o consumi ripetuti la probabilità che questo evento si verifichi di nuovo sarà molto piu’ alta rispetto ad altre postazioni dove questi eventi non si verificano.

2° PARAMETRO: LA GRAVITA’ (G)

La gravità dell’evento è strettamente legata all’area interessata dal fenomeno.

E’ pacifico che in genere la gravità aumenta mano a mano  che ci avviciniamo alle aree produttive interne, anche se vi sono molte variazioni da caso a caso, dovute per esempio alla tipologia di struttura produttiva (poichè a volte vi è una soluzione di continuità tra le diverse aree) oppure a seconda del tipo di monitoraggio: in certi casi deve essere esclusa l’area esterna, vedi l’esempio sottoriportato relativo ad un servizio di monitoraggio degli insetti volanti che non viene eseguito nelle aree esterne.

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Figura 5 La divisione in aree con Rischio diversificato a seconda della fase produttiva

Possiamo fare un elenco indicativo sui diversi gradi di Gravità associati all’area dell’Industria Alimentare:

  • Lieve 1  (uno) Prima e Seconda cintura esterna
  • Media 2 (due) Aree di Ingresso,Locali Tecnici
  • Alta 3 (tre) Magazzino Materie Prime
  • Altissima 4 (quattro) Aree di produzione,semilavorati,magazzino Prodotto Finito

Al consumo di esca che si verifica nella seconda cintura assegneremo un valore piu’ basso rispetto al consumo di esca (anche placebo) di un erogatore posto in un magazzino materie prime o in un controsoffitto.

Calcolo dell’Indice di Rischio (R)

R stà a indicare l’Indice di Rischio  è’ il prodotto della Probabilità (P) per la Gravita’ (G) e quindi è un numero che puo’ essere classificato e a cui assegnare una determinata classe di Rischio.

Indice di Rischio (R) = Probabilità (P) x Gravità (G)

Se utilizzassimo i valori sopra riportati a seconda dei vari rapporti che possiamo eseguire tra Probabilità e Gravita’ potremmo avere un risultato variabile tra 0 e 12 e che potremmo classificare in questo modo:

  • Indice di Rischio da 0 a 2= Lieve.(definire le Azioni Ordinarie)
  • Indice di Rischio da 3 a 6= Medio (definire le Azioni Preventive)
  • Indice di Rischio da 7 a 9= Alto (definire le Azioni Preventive e Correttive)
  • Indice di Rischio da 10 a 10= Altissimo (definire le Azioni Correttive Improcrastinabili)

Esempio 1

Abbiamo rilevato il consumo di esca in una postazione posta in un locale tecnico e assegniamo a questo evento:

  • Probabilità 2 x Gravità 2 = Indice di Rischio 4 Medio

In base a questo indice potranno essere assegnate tutte quelle azioni preventive e correttive mano a mano che il valore del rischio andrà ad aumentare.

In questo caso potremmo prevedere delle azioni come la verifica dell’assenza di nidificazioni, la verifica dell’ermeticità del locale, oppure variare il numero di erogatori o trappole e potenziare la quantità di’esca rodenticida nell’area esterna alla cabina stessa.

Esempio 2

Catture di Lepidotteri vicino al Limite Critico  in una trappola in produzione e assegniamo a questo evento:

  • Probabilità 3 x Gravità 3 = Indice di Rischio 9

In questo caso invece siamo vicini alle azioni improcrastinabili, ossia devono essere adottate subito delle azioni che devono contenere il fenomeno: nel caso dei lepidotteri una di queste azioni puo’ essere la pulizia del macchinario vicino alla trappola o interventi di disinfestazione mirati.

L’indice di Rischio è inoltre collegato al Limite Critico ed è possibile metterlo in relazione a questo attraverso la definizione di ulteriori gradi intermedi come per esempio le Soglie di Tolleranza, e le Soglie di Attenzione , sempre con le dovute valutazioni del caso perchè negli Alimenti e nelle Bevande non sono ammesse contaminazioni da infestanti per cui occorre definire bene queste soglie per tipologie di infestante ed area interessata.

Tramite software dedicati  è inoltre possibile attivare un sistema di Alert automatici che evidenzino in tempi brevi se non reali eventuali sforamenti per adottare quelle misure necessarie a eliminare ogni possibile rischio infestativo.

Leggi anche il nostro precedente articolo dedicato alla Supervisione dell’Ufficio Qualità dell’Azienda Alimentare sul Servizio di Pest Control che presenta aspetti e approfondimenti collegati a questo post.

Rosi Norman

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Controllo Qualità

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La supervisione del Team Qualità sulla Ditta di Pest Management

Food defense e Pest Control

Ai fini di un servizio di monitoraggio e controllo infestanti pienamente efficiente è essenziale che il referente dell’Industria Alimentare che si interfaccia con la Ditta di Pest Management effettui una efficace supervisione del lavoro fatto da quest’ultima;in genere il referente è rappresentato da un membro o dal Responsabile del Team dell’Ufficio Qualità

Per poter eseguire questo compito nel migliore dei modi occorre che il Responsabile dell’Industria Alimentare abbia dimestichezza con i dati raccolti durante le operazioni di monitoraggio effettuati dalla Ditta di Pest Management, ovvero che venga effettuata una valutazione anche rapida ma ragionata di questi dati, in genere costituiti da consumi di esche e catture di insetti e roditori.

In passato era in uso demandare e delegare il servizio al 100% alla Ditta esterna ma la normativa vigente in materia non ha derogato su questo aspetto obbligando le Aziende Alimentari a rispondere direttamente di eventuali Non Conformità ed anche i moderni Standard Internazionali per le Aziende che lavorano con la GDO in Italia e all’estero sottolineano che l’Azienda Alimentare deve obbligatoriamente effettuare una supervisione fattiva del lavoro delle Ditte di Disinfestazione, sia durante che dopo il servizio.

A tale proposito alcuni Standard prevedono almeno 4 Audit interni per il Pest Control durante l’anno.

Poiché ogni processo deve poter essere misurabile al fine di valutarne l’andamento e identificare tutte le possibili azioni di miglioramento occorre analizzare questi dati e non assumerli unicamente come un numero assoluto.

Alcuni degli esempi riportati di seguito vengono probabilmente già adottati in tutto o in parte nella pratica quotidiana ma qualora cio’ non fosse potrebbero essere uno spunto interessante per una analisi interna piu’ esaustiva e completa.

Analisi delle planimetrie

Le Planimetrie o mappe dei punti esca/trappola sono un documento che viene sempre richiesto, ma nella quasi totalità dei casi è utilizzato al fine di verificare la rispondenza dell’ubicazione dei dispositivi e la loro numerazione.

Le planimetrie possono dare anche molte altre informazioni :per esempio ci possono mostrare le aree esterne dove maggiore è la frequenza dei consumi di esca o delle catture; è questa una valutazione che fornisce un valore aggiunto perché consente di visualizzare a schermo quelle postazioni dove sono registrate le maggiori attività.

Di conseguenza potranno essere individuate efficacemente quelle aree dove maggiore è la presenza di attività murina, per esempio l’area dei rifiuti, oppure una zona confinante con un campo incolto o vicina a un fosso o un canale.

Un consiglio pratico potrebbe essere quello di evidenziare le postazioni che progressivamente vengono visitate dai roditori, annotando il numero delle volte in cui si sono registrati questi eventi: ecco che a colpo d’occhio si possono individuare le aree dell’azienda maggiormente a rischio e dove potrebbe essere utile oltre chè opportuno coordinare con la Ditta di PM le difese da adottare.

Indicare anche il mese in cui si è registrato l’evento è utile per prevedere la frequenza dell’attività durante l’arco dell’anno.

Questa operazione sulle planimetrie puo’ essere personalizzata come si vuole ed essere usata per ogni tipologia di infestante, riportando quindi di volta in volta erogatori di esca, trappole per roditori, trappole per blatte e insetti striscianti, lampade UV per il monitoraggio degli insetti volanti, trappole per lepidotteri ecc.

Tabella per il Calcolo dell’Indice di Rischio

Ogni area dell’Azienda ha un indice di Rischio per quanto riguarda gli infestanti e questo Indice è sempre crescente dall’esterno verso l’interno dell’Industria.

Questo è intuibile ma come abbiamo detto precedentemente occorre documentare e misurare questi dati al fine di rendere costante e obiettiva la nostra valutazione basandoci su schemi univoci.

Dico “univoco” e non “fisso” in quanto ogni metodo di valutazione deve poter essere messo in discussione e migliorato, pero’ all’interno di un insieme omogeneo di dati occorre che lo schema sia sempre lo stesso, pena l’annullamento totale o parziale di tutte le nostre valutazioni.

Ecco che puo’ tornare utile una tabella che individui un Indice di Rischio che risulta come prodotto tra la Pericolosità (Gravità) e la Probabilità dell’Infestazione.

Con i dati alla mano possiamo assegnare ad ogni evento un range che rispecchia in modo abbastanza attendibile il nostro Indice di Rischio.

Analisi statistiche dei dati di monitoraggio

Per poter effettuare questa operazione occorre necessariamente ricevere dalla Ditta di Disinfestazione il file in formato “Foglio di Calcolo” con i dati già inseriti, perché altrimenti risulta pesante ( forse impossibile) trascrivere nelle tabelle tutti i dati i rilevati in sede di intervento, per cui il consiglio è quello di chiedere i files o scaricargli in formato Excel o Calc direttamente dall’Area Clienti per quelle Ditte che offrono la reportistica online a propri Clienti.

Il lavoro iniziale che occorrerà fare riguarda che tipo di grafico e selezionare le aree delle celle che si intendono utilizzare, e fatto questo non ci sono limiti alle Tecniche Statistiche applicabili perché il “Foglio di Calcolo” offre un infinità di elaborazioni grafiche dalle piu’ semplici alle piu’ sofisticate.

reports

Anche con una semplice tabella come quella sopra esposta si possono fare grafici riepilogativi come per esempio:

1) Un grafico a linea per valutare l’andamento delle catture:

a)     Totali

b)     Divise per famiglia di insetti

c)     Divise per trappole

Grafico
Andamento catture 2015-2016

2) Un grafico a barre per mostrare il livello di catture in base ai limiti critici

3) Un grafico radar che è utile per evidenziare le famiglie di insetti maggiormente presenti per ogni postazione o per area individuata

4) Anche il grafico a torta è utile come anzidetto per “pesare” le famiglie di insetti rispetto al totale delle catture

Questi sono solo alcuni piccoli esempi di quello che è possibile fare in pochi minuti con i fogli di calcolo ricevuti dalla Ditta di Pest Management

Lo Stress Test del Pest Control

Le check-list di verifica delle procedure cogenti e volontarie nei paragrafi relativi al programma di Pest Control riportano tutti i requisiti da soddisfare, ma puo’ essere utile anche compilare il veloce Modulo online fruibile anche tramite Smartphone che senza bisogno di fare nessuna installazione riepiloga in pochi passaggi i principali punti da soddisfare.

 Letture consigliate:

“Studi pratici per il controllo degli infestanti nelle aziende agroalimentari”

di Davide Di Domenico, Claudio Venturelli, Morena Piumi ECOD Editrice.

Per maggiori informazioni Clicca qui

“Evoluzione del Pest control nella filiera alimentare”

Davide Di Domenico 2016 Edizioni Accademiche Italiane

Per maggiori informazioni Clicca qui

Grazie dell’attenzione

Rosi Norman

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I Limiti Critici nel Pest Control

L’introduzione formale del concetto di Limite Critico nel settore del Pest Control risponde ad un preciso requisito previsto dal piano di Autocontrollo nell’ambito delle produzione alimentare in tutte le fasi della filiera.

Anche per il Pest Control deve essere applicato il cosidetto “Schema HACCP”  che definisce l’approccio che il Responsabile deve seguire per gestire correttamente tutti gli aspetti coinvolti per garantire la Sicurezza Igienico Sanitaria del prodotto alimentare in questo specifico ambito.

Il piano del Pest Control di conseguenza deve rispettare questo schema e deve essere gestito secondo un ciclo virtuoso di monitoraggio costante e definito attraverso:

  1. Identificazione dei Pericoli Potenziali
  2. Determinazione dei CCP di processo
  3. Determinazione dei limiti critici per ogni CCP
  4. Determinazione del sistema di monitoraggio dei CCP
  5. Determinazione delle Azioni Correttive
  6. Determinazione delle procedure di verifica del Sistema
  7. Determinazione della Documentazione del Sistema
limiti critici

Anche la Norma UNI EN 16636 che certifica le Imprese di Disinfestazione segue questi passaggi.

Una delle prime conseguenze dovute all’introduzione del concetto di Limite Critico all’interno di una Gestione Integrata degli Infestanti (IPM Integrated Pest Management) fu’ quello di diminuire notevolmente gli Interventi a Calendario, diffusi in precedenza nelle pratiche operative dei disinfestatori.

E’ pur vero che ancora oggi permangono nelle Industrie Alimentari periodi dedicati per eseguire interventi di disinfestazione, in quanto l’aumento dei turni produttivi ha ridotto i tempi di fermo produzione e bisogna necessariamente intervenire in momenti  che in genere coincidono con la pausa estiva e natalizia, pero’ questo è dovuta piu’ a una necessità logistica che di approccio mentale al problema delle infestazioni.

Dobbiamo distinguere tra Soglie di Attenzione e Limite Critico?

Secondo noi si, ma non nel senso che hanno le Soglie di Attenzione nel settore agricolo,dove le operazioni di monitoraggio hanno lo scopo di far avvicinare il piu’ possibile il rapporto tra il costo di un trattamento rispetto ai benefici diretti che questo comporta, perchè in Agricoltura si ammette e si tollera il “rumore di fondo” di una leggera infestazione.

Nel campo delle Aziende Alimentari questo non è possibile in quanto il panorama normativo non ammette la produzione,l’immagazzinamento e la vendita di alimenti infestati o con tracce dirette e indirette di infestanti.

Per questo motivo potremmo anche associare le Soglie di Attenzione con le Azioni Preventive che possiamo attuare per diminuire  i rischi infestativi e i Limiti Critici con le Azioni Correttive improcrastinabili da adottare quando questi vengono superati.

Tra le azioni preventive possiamo citare:

  • Chiudere le porte e i portoni durante i periodi di inattività e/o dotarli di dispositivi per la chiusura automatica.
portone aperto
  • Dotare le porte e i portoni di spazzole antintrusione ben aderenti alla pavimentazione
  • Corretta gestione delle aree esterne e delle aree di deposito cassonetti dei RSU
  • Corretta gestione della acque di scarico per evitare pozzanghere e ristagni di acqua nei tombini.
  • Applicazione di corrette operazioni di pulizia
  • Applicazione e  variazioni di parametri di controllo Temperatura e Umidutà

Tra le azioni correttive di immediata attuazione abbiamo invece:

  • Interventi straordinari a frequenza serrata.
  • Aumento/variazione dei dispositivi presenti,come erogatori e trappole.
  • Ricambio del tipo di  prodotti,esche,attrattivi alimentari,feromoni ecc.
  • Interventi di disinfestazione con prodotti chimici e non

Quindi l’effettuazione di un intervento di disinfestazione (chimico o non) non è l’unica conseguenza diretta di un eventuale superamento delle soglie, in quanto come abbiamo visto sono molteplici le operazioni che si possono effettuare al fine di riportare le catture nei limiti della normalità.

Come possiamo definire i Limiti Critici in maniera oggettiva al fine di rendere fluide le procedure di controllo?
I testi in questo campo riportano alcuni suggerimenti anche se bisogna premettere che non esistono Limiti Critici universali e standard per tutti, questo breve articolo vuole essere solo un momento di confronto esponendo concretamente un ordine numerico sul quale lavorare per tipo di infestante ed area interessata:

romanidisinfestazioni-378

Roditori
a) per le aree esterne nella seconda cintura potremmo considerare superati i Limiti critici a seguito di consumi di esca in tre o piu’ erogatori contigui o nel 10% e piu’ degli erogatori esterni visitati dai roditori con consumi significativi: esempio su 10 erogatori esterni nella seconda cintura si puo’ intervenire con azioni correttive nel caso di consumi in 2 erogatori.
b) per le aree esterne nella prima cintura i Limiti critici devono scendere perchè piu’ prossimi allo stabilimento e quindi sono superati a seguito di consumi di esca in due o piu’ erogatori contigui o nel 5% degli erogatori esterni totali visitati dai roditori con consumi significativi: esempio su 10 erogatori esterni in prima cintura si puo’ intervenire con azioni correttive nel caso di consumi in 1 erogatore.

In ogni caso i Limiti Critici vanno valutati caso per caso in base al Rischio Ambientale e al Sito oggetto del trattamento,inteso come stato delle strutture e destinazione produttiva.

Di difficile (o impossibile) reperibilità Limiti critici relativi a trappolaggi effettuati nelle aree esterne perchè la casistica è ancora limitata seppure il trend di questo sistema sia in continua crescita.
c) per le aree interne sia magazzini che aree adibite a produzione a maggior ragione il limite deve essere zero per cui si adotteranno azioni correttive anche a seguito di una singola cattura o del consumo di esca placebo nelle aree interne.
Anche per i roditori come per gli altri infestanti è in via di introduzione la gestione dinamica delle soglie in base alla stagionalità, per cui con tutta probabilità in futuro si dovrà tenere conto anche di questo parametro.

Insetti striscianti e blatte
a) per le aree esterne si rimanda al monitoraggio visivo di formiche,presenza di carabidi o blatte nelle immediate vicinanze del fabbricato la cui presenza farà scattare gli interventi del caso.
b) nelle aree interne il limite critico a nostro avviso deve essere zero per le aree a diretta manipolazione,con contenitori aperti e nel magazzino del prodotto finito,mentre nei magazzini materie prime si puo’ tollerare fino a due-tre blatte a trappola per ambiente con numero di trappole dimensionato alla superfice.

Insetti volanti
La definizione dei limiti critici per gli insetti volanti è oggetto di continue diatribe in quanto non sempre il numero degli apparecchi è dimensionato alle reali necessità,per cui il numero di catture rischia spesso di concentrarsi sugli apparecchi presenti,facendo salire le soglie di catture oltre livelli accettabili.
Occorre quindi inquadrare la copertura della lampada,che in genere oscilla dai 90 ai 400 m2 a seconda della potenza dei tubi neon. I tubi neon devono essere cambiati ogni 12 mesi.
Come già detto per i roditori anche per gli insetti volanti varrà sempre piu’ il risultato in base alla stagionalità per cui non sarebbe sbagliato definire diversi limiti critici in base al periodo in questione.
Supponiamo di avere una trappola con pannelli 42×24 cm, una in area ingresso in magazzino ed una in area produzione e vediamo come possiamo inquadrare i limiti critici.
a) Lampada in area di ingresso disimpegno-magazzino: 3-5 muscidi per dm quadro
b) Lampada in area produttiva per alimenti a bassa deperibilità 1-2 muscidi per dm quadro
c) Lampada in area produttiva per alimenti come carne,pesce,creme 0,5 muscidi per dm quadro

pannello collante elettroinsetticida
Il Tecnico ricambia il pannello collante

Le catture diminueranno progressivamente mano a mano che si andrà verso l’interno dello stabilimento.
Piccoli ditteri,culicidi,falene,cimici ecc dovranno avere limiti definiti di volta in volta tranne i vespidi e gli imenotteri per cui il limite tenderà a zero data la pericolosità di un eventuale puntura al personale.
Rapportare in base alla lampada UV se questa sia monofaccia o bifaccia e se vi siano ambienti di compensazione o il reparto oggetto del servizio sia a ridosso dell’area esterna e separato da questa solamente da una porta o portone.
Inoltre non vi devono essere insetti in volo e catture di mosche Calliforidi,Lucilia ecc..

Insetti delle derrate
a) per gli insetti volanti delle derrate come ad esempio i lepidotteri da un confronto con alcuni colleghi in genere è ammesso un limite di catture di 10 eesemplari nel magazzino MP e fino a 5 esemplari per trappola nel reparto Produzione.
I feromoni oggi in commercio possono arrivare a coprire circa 200 m2 , che è una buona copertura.

b) per gli insetti striscianti delle derrate come il Tribolium o il Sitophilus in caso di presenza di derrate da monitorare si possono ammettere 3-5 esemplari catturati a trappola nelle aree del magazzino,fatta eccezione per la presenza visiva di insetti oltre quegli catturati.
Queste trappole risentono a volte dell’ambiente in cui sono collocate per esplicitare al meglio le loro funzioni;essendo infatti necessarie negli ambienti in cui si lavora la farina il rischio è che le colle e i supporti di cattura si impolverino oltre misura inficiando i dati.

Altri infestanti: piccioni e altri volatili,felini,cani

guano piccioni industria
guano_da_piccioni

In questi casi occorre adottare le misure di pest proofing atte a impedire l’accesso,lo stazionamento temporaneo e l’annidamento permanente di questi infestanti occasionali ma che possono arrecare danni ingenti,per esempio i piccioni oltre che insudiciare i materiali sono portatori di patologie come salmonelle ed ectoparassiti come zecche e pidocchi per cui la loro presenza è incompatibile in ogni ambiente di una industria alimentare.
I dati esposti sono riferiti a monitoraggi effettuati a cadenza di 15-25 giorni.

In questo articolo non si fà riferimento alla ripetitività dei dati nelle postazioni
La valutazione varia in base all’ubicazione dell’azienda (urbana,semirurale,rurale) ed anche allo stato delle strutture ovvero se trattasi di edificio nuovo o vetusto.
Per tutti gli infestanti sopraesposti non deve verificarsi l’avvistamento di esemplari vivi in movimento durante le operazioni di ispezione perchè questo fà scattare immediatamente l’azione correttiva del caso.
I Limiti Critici devono essere sempre oggetto di continua revisione e approvati dalla ditta di Pest Control e Responsabile dell’Azienda Alimentare e tutti gli attori coinvolti devono poter dimostrare di valutare continuamente i trend e le soglie in base al loro grado di accettabilità.
E’ possibile trovare un supporto anche nei limiti fissati nei Filth test effettuati dai laboratori di cui si avvale l’Azienda Alimentare seguita.

Rosi Norman

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Nuovi scenari nell’uso delle esche rodenticide

Pratica AGROALIMENTARE

Pubblicato un articolo a firma Almater Srl e Romani Disinfestazioni Srl

PRATICA AGROALIMENTARE

L’Articolo

Pubblicato sul numero 2 di settembre 2017 della rivista “ pratica AGROALIMENTARE ” un articolo sulle ultime novità in tema di pest control ed esche rodenticide a firma di Alfredo Gris di Almater Srl e di Norman Rosi AQ di Romani Disinfestazioni Srl.

L’articolo è disponibile qui

L’articolo focalizza gli aspetti tecnico-operativi che vengono messi in discussione dalle nuove disposizioni circa l’uso delle esche rodenticide secondo quanto riportato nell’etichetta delle esche rodenticide con particolare riguardo ai servizi presso le Aziende del settore Agroalimentare.

Attraverso una attenta valutazione del rischio del sito e dell’ambiente vengono poi presi in considerazione i Pro e i Contro di alcune delle tecniche oprative di piu’ immediata e rapida adozione tra cui possiamo annoverare l’uso delle esche virtuali alternato a quelle rodenticide e l’utilizzo sistematico dei sistemi di trappolaggio ad integrazione delle barriere di erogatori di esche rodenticide esterne di cui si consiglia comunque il mantenimento per poter eseguire campagne di derattizzazione temporanee limitate ai periodi di maggiore criticità da rischio di infestazioni.

La Rivista

Pratica AGROALIMENTARE è una rivista per chi opera nel settore agroalimentare: obblighi, responsabilità e le migliori opportunità fornite dall’export.

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