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XI Conferenza ANID il 27-28 febbraio 2020

Il prossimo 27 e 28 febbraio a Bologna Fiere si terrà l’XI Conferenza ANID sul Pest Management.

Questo il programma (salvo eventuali variazioni):
SESSIONE I: GLI ATTORI DELLA QUALITA’
8,30 Registrazione dei partecipanti
9,00 Saluti istituzionali
9.30 PASQUALE TREMATERRA (Università degli Studi del Molise) – Ricerca scientifica e gestione degli
infestanti in ambienti urbanizzati.
10.00 FRANCESCO BONICELLI (Direzione Generale Sanità e Politiche Sociali Regione Emilia Romagna) –
Implicazioni di carattere igienico e approccio alla qualità nella produzione dei mangimi a destinazione
alimentare e l’equiparazione alle produzioni alimentari.
10.30 FRANCESCO SALIERI (Responsabile qualità Area Fresco INALCA SPA) – Una task force per rafforzare le
misure di prevenzione.
11.00 Coffe Break
11.30 SILVANO NATALINI (Servizio Veterinario e Sanità Animale – AUSL Bologna) – I controlli sanitari lungo
la filiera degli alimenti di origine animale.
12.00 PAOLO BONILAURI (Istituto Zooprofilattico Sperimentale della Lombardia e dell’Emilia) – Ricerca
corpi estranei e parassiti, il contributo del laboratorio.
12.30 PAOLO GUERRA (Consigliere ANID) – La gestione degli infestanti nel settore alimentare: la
professionalità, i requisiti e le competenze delle aziende che forniscono il servizio.
Moderatore PASQUALE TREMATERRA
13.00 Lunch offerto da ANID

SESSIONE II: IL RUOLO DELL’ANID PER IL RICONOSCIMENTO PROFESSIONALE
14.30 MONICA BIGLIETTO (Referente ANID in CEPA) – European New Green Deal, quale risvolto
sull’impiego dei biocidi ed il ruolo del CEPA.
15.00 ROSSELLA LAFACE (Sales coordinator CEPAS) – Certificazione di competenze dei
professionisti della disinfestazione.
15.30 MARCO D’AURELIO (AFES Consorzio Alta Formazione e Sicurezza) – Opportunità della
formazione a distanza.
16.00 LORENZO TOFFOLETTO (Consigliere ANID) – “Trained professional”: la proposta di ANID per
il riconoscimento della professionalità del disinfestatore.
Moderatore MARCO BENEDETTI
SESSIONE III: EMERGENZA TERREMOTO
9.00 ELEONORA BERTOLANI (Servizio Prevenzione Collettiva e Sanità Pubblica, Regione Emilia-
Romagna) – Una linea guida per la gestione delle emergenze.
9.30 RAFFAELE BOVE / EDOARDO GRIECO (Centro Regionale di Riferimento Veterinario per le
emergenze non epidemiche in Campania – ASL Salerno) – Ricadute socio-economiche dei sismi sui
territori, sulle filiere agroalimentari e sui sistemi zootecnici.
10.10 DAVIDE DI DOMENICO (Biologo – Entomologo Ph.D – Libero professionista) – Il controllo
degli infestanti nelle situazioni d’emergenza.
10.40 Coffe Break
11.00 MAURIZIO FERRARESI / ANTONIO GELATI (ASL Modena) – Misure di lotta agli infestanti
nelle cucine da campo e negli stabilimenti di macellazione/trasformazione.
11.30 GIOVANNI POGLAYEN (Dipartimento Scienze Mediche Veterinarie Università degli studi di
Bologna) – One health e sanità pubblica veterinaria nelle emergenze.
12.00 MARCO BENEDETTI (Presidente ANID) – Lo stato di fatto formativo, legislativo, ed il futuro
dell’associazione.
Moderatore CLAUDIO VENTURELLI

Segreteria:
P.le Falcone Borsellino, 21 – 47121 Forlì (FC) – Tel. +39.0543.1990958 – C.F.: 05301721006
www.disinfestazione.org – anid@disinfestazione.org

Per informazioni e iscrizioni:
https://www.avenuemedia.eu/event/xi-conferenza-nazionalesulla-
disinfestazione-infestanti-ed-emergenze/

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Conferenza ANID a FICO

Il futuro della disinfestazione . Spunti e opportunità per le filiere alimentari”: questo è l’appuntamento per gli operatori del settore che si ritroveranno Mercoledì 6 novembre alle ore 9,15, presso Fico Eataly World (via Paolo Canali, 8 – Bologna

Organizzato da ANID e promosso dalle aziende: Activa, Newpharm, Bleuline. Colkim, Copyr, Tifone Ambiente,Ekommerce, Enthomos, InPest, India, BASF, Orma, Pestnet, Selecta, Stray Team  e Vebi.

Gli organizzatori intendono proporre una panoramica sulle moderne questioni legate agli infestanti, tramite un aggiornamento tecnico-scientifico serrato.

L’entomologia ci insegna come gli insetti dannosi siano una netta minoranza se confrontate con le specie che invece devono essere tutelate, anche per questo motivo  nel Futuro della Disinfestazione diventa sempre piu’ importante il concetto di Gestione  Integrata degli infestanti.

Nel corso dell’evento verranno approfonditi i seguenti argomenti:

– le tematiche ambientali e normative che regolano il controllo degli infestanti nelle nostre realtà urbane

le procedure di monitoraggio

– il controllo di gestione analizzato a segnalare il rischio e a ridurre la sua incidenza nelle diverse realtà considerate sensibili.

si parlerà di insetti parassiti, infestanti e di entomofagia, seguendo le filiere dall’allevamento alla tavola e dal forcone alla forchetta.

L’iscrizione all’evento prevede una quota di partecipazione di euro 50,00 per gli associati ANID (euro 80,00 non associati) e comprende, oltre alla partecipazione stessa, il coffee break, il pranzo, il parcheggio, il servizio navetta, il materiale didattico, l’invio di slide, il rilascio di crediti formativi e l’attestato di partecipazione.

Alle imprese associate ANID verrà rilasciato un certificato di aggiornamento per “Tecnico qualificato allo svolgimento delle attività di Pest Control nelle aziende del settore alimentare”.

Nel corso del convegno ANID mette a disposizione un servizio gratuito di consulenza denominato “A tu per tu con l’esperto”, attivo dalle ore 10,00 alle ore 16,00 del 6 novembre della durata du mezz’ora per ogni azienda. Gli ambiti di consulenza sono: Gestione Rifiuti – Legale – Gestione appalti – Consulenza sul Lavoro – Entomologico. E’ possibile richiedere il servizio al momento dell’iscrizione al convegno, precisando orario e tema di interesse.

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IL CONTROLLO DEI VOLATILI IN BRC.8

Di seguito pubblichiamo un articolo redatto insieme al Team Almater inerente gli aspetti da considerare nel programma di Pest Management alla luce degli ultimi aggiornamenti della nuova versione dello Standard BRC 8.

Romani Disinfestazioni Srl

 Emessa ad agosto 2018, e applicata da febbraio 2019, la nuova versione del BRC.8 presenta, fra le maggiori novità, un paragrafo dedicato al monitoraggio degli uccelli. Precisamente, il 4.14.7, recita <<Lo stabilimento deve predisporre misure adeguate a prevenire l’entrata di volatili all’interno degli edifici o la nidificazione su aree di carico e scarico>>.

Sebbene anche nelle precedenti versioni si richiedesse una valutazione sulla presenza dei volatili, come riportato al paragrafo 4.1.3 BRC Rev 7 “L’edificio deve essere soggetto ad interventi regolari di manutenzione al fine di minimizzare la potenziale contaminazione dei prodotti (ad esempio rimozione di nidi di uccelli…” l’introduzione del paragrafo 4.14.7 della nuova Rev 8 BRC impone un approccio sistematico, continuo e documentato sulla presenza dei volatili.

Tale aggiornamento guarda finalmente a un problema rilevante da sempre : piccioni, passeri, gabbiani, storni, trovano rifugio, acqua e cibo in abbondanza negli stabilimenti e in generale negli ambienti antropizzati, colonizzandoli letteralmente. Peraltro, la maggior parte degli uccelli di ambiente urbano (compresi uova, nidi e habitat), è tutelata secondo la direttiva europea 79/409/EEC (The Wildbirds Directive). Tuttavia, la loro presenza va vigilata e monitorata in quanto essi, in particolare se in numero elevato, possono trasmettere patologie come l’Istoplasmosi, l’Ornitosi, la Salmonellosi, Escherichia coli, Campylobacter, ecc., e ospitare ectoparassiti come zecche molli e acari, vettori a loro volta di altre malattie per l’uomo; non tralasciamo poi i funghi e batteri che proliferano nelle deiezioni degli uccelli.

Il paragrafo 4.14.7 introduce l’adozione di misure di monitoraggio e l’attenzione alla PREVENZIONE contro gli uccelli, facendo così un passo avanti rispetto all’impiego di dissuasori meccanici, visivi o uditivi (reti ornitologiche, spilli dissuasori, dissuasori per pannelli solari e fotovoltaici, dissuasori elettrificati, repellenti in gel, dissuasori acustici, ecc.) quando l’infestazione è già avvenuta.

Nel documento di Guida all’interpretazione di BRC.8, si specifica che <<lo stabilimento (o l’ente esterno competente responsabile del pest control) dovrebbe adottare un approccio di valutazione del rischio per stimare se esiste un potenziale rischio per l’ingresso di uccelli, o per l’appollaiamento e la nidificazione nelle aree di carico e scarico, e per valutare le misure richieste per ridurre tale rischio.  L’obiettivo non è necessariamente quello di ricostruire o riconfigurare le strutture, quanto piuttosto di identificare gli eventuali problemi e adottare misure per eliminare o ridurre i rischi dovuti agli uccelli>>.

Figura 1 Nido di uccelli tra una condotta e la parete di un magazzino

 La gestione dei volatili nel servizio di Pest Management per le Aziende Alimentari: proposte pratiche

A questo scopo abbiamo ritenuto importante fornire uno schema di proposte pratiche per la prevenzione e il monitoraggio dei volatili nelle aziende alimentari.

Valutazione del Rischio

Il primo documento da predisporre è una Valutazione del Rischio del Sito circa la presenza dei volatili.

Analizzando l’ambiente circostante il nostro edificio, si può valutare la presenza di campi coltivati, corsi d’acqua, discariche confinanti, punti di raccolta di sottoprodotti dell’industria agroalimentare, eccetera, e assegnare così un primo Indice di Rischio.

Ricordiamo comunque che non è facile incidere significativamente sui fattori predisponenti un’infestazione da volatili nelle aree esterne confinanti, in quanto trattasi di aree al di fuori alla proprietà e le specie animali selvatiche, per definizione, non sono controllabili.

 Scopo

Lo scopo del Programma di Monitoraggio dei Volatili è quello di mantenere sotto sorveglianza i punti critici a maggior rischio di stazionamento temporaneo o permanente dei volatili.

Stato del sito e censimento dei punti di interesse

A seguito della Valutazione del Rischio, si procede al censimento, sul fabbricato, dei punti potenzialmente sfruttabili dai volatili per la sosta temporanea e/o la nidificazione.

Azioni Preventive e Buone Pratiche

Consigliamo inoltre di stilare un elenco di Azioni Preventive e Buone Pratiche come Misure di Mitigazione del Rischio, tra cui:

  • Tutte le porte devono essere chiuse quando non utilizzate; si consiglia l’uso di porte automatiche azionate da fotocellule;
  • Utilizzare bande di plastica dopo le porte per bloccare i piccioni durante i movimenti dei carrelli. Le bande di plastica devono essere sovrapposte;
  • Ogni giorno il personale deve essere in grado di segnalare alla Direzione la presenza di volatili: mantenere alta la consapevolezza dei Lavoratori è fondamentale per la buona riuscita del servizio. Si possono predisporre brevi incontri Formativi con rilascio di un Attestato;
  • Assicurarsi che non ci siano aperture, spazi vuoti, finestre rotte od altre fessure che consentano l’intrusione di infestanti in genere e di volatili. Ciò vale anche per le coperture dei tetti, specie se sono presenti impianti fotovoltaici, che spesso danno rifugio ai volatili qualora i pannelli non siano integrati o aderenti al tetto;
  • Evitare fattori di attrazione attorno alla struttura: acqua stagnante, cibo, alberi, eccetera.

Azioni Correttive di Dissuasione

Qualora il censimento abbia evidenziato punti di sosta e presenza di volatili, si propongono misure di dissuasione, e tra le più efficaci possiamo annoverare:

  • Dissuasione meccanica: reti, spilli, filo bird-wire;
  • Dissuasione di volatili con sistema elettrificato.

Monitoraggio e Sorveglianza

Poiché i volatili sono specie protette, non esistono sistemi e attrezzature autorizzate per la loro evidenziazione h24. Pertanto, occorre basarsi sul monitoraggio visivo della loro presenza e delle tracce del loro passaggio.

Si individuano almeno quattro gruppi principali di volatili con maggiore potenziale infestante:

  • Piccioni
  • Storni
  • Passeracei
  • Gabbiani

È fondamentale distinguere tra i diversi gruppi, poiché l’etologia differisce, ed è importante questa conoscenza ai fini della valutazione di tutti i rischi reali e potenziali.

Modalità di esecuzione del servizio

Durante il monitoraggio va valutata la presenza/assenza di animali vivi in fase di stazionamento temporaneo o permanente (nidificazione) o in volo, sia che il monitoraggio avvenga all’interno sia all’esterno delle strutture. Si segnala inoltre la presenza di piume, guano o altre tracce.

Frequenze

Il servizio va eseguito a cadenza mensile, aggiungendolo agli altri servizi già attivati e operativi, e va inserito nel contratto. I punti di monitoraggio vanno indicati con apposito cartello indicatore e, come evidenza del passaggio, va apposta una etichetta personalizzata per cartello, riportante il mese/anno in cui si effettua l’operazione.

Cartello_volatili_Romani

Figura 2 Cartello di segnalazione del punto di monitoraggio

Registrazione e Documentazione

Ogni cartello è numerato e puo’ riportare un Codice QR che consente all’operatore di accedere direttamente al software che gestisce il Data Center della reportistica, al fine di aggiornare in tempo reale i dati rilevati.

Si genera dunque un report analogamente a quanto effettuato per gli altri servizi già attivi, con una tabella contenente l’elenco dei Punti di Monitoraggio attivati e la relativa Planimetria.

Si eseguono rilievi fotografici durante ogni monitoraggio al fine di documentare quanto visionato.

Figura 3 Esempio di planimetria con il censimento dei punti di monitoraggio volatili

In conclusione, nella nuova versione brc.8, il controllo dei volatili assume un ruolo rilevante, per il quale è indispensabile che anche le maestranze vengano sensibilizzate al problema, e che dunque si provveda ad un’adeguata formazione del personale, ai fini di prevenire le infestazioni da uccelli.

Alfredo Gris(a),  Norman Rosi(b),  Maria Clemente(c)
(a) Senior Food Technologist & Almater Partner
(b) Controllo Qualità Pest Management presso Romani Igiene Ambientale
(c) Biologa entomologa

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Contaminazione da insetti alati

Tra i casi di contaminazione che maggiormente mettono a rischio gli alimenti vi è senza dubbio la contaminazione da insetti alati.

Gli insetti alati per la loro estrema mobilità sono quegli che maggiormente richiedono attenzione e che si possono rendere responsabili di questi episodi, con conseguenze molto serie sia per quanto riguarda la salubrità dell’alimento sia per quanto riguarda i danni di immagine per l’Industria Alimentare.

La loro natura permette come anzidetto una elevata mobilità fuori e dentro l’Azienda ed occorre quindi adottare una moltitudine di accorgimenti al fine di limitare ed impedire l’accesso e la mobilità di questi insetti dentro le strutture.

A titolo di esempio riportiamo la presenza di contromisure fisiche come le zanzariere, porte e finestre che chiudano efficacemente,la presenza di aree di compensazione e filtraggio tra area esterna ed interna ecc.

Per le aree interne vi deve essere un flusso di processo coerente e aree delimitate e separate con portoni scorrevoli a chiusura automatica, mentre nelle aree produttive ove possibile e laddove la tipologia produttiva lo permetta una efficace azione preventiva è svolta dagli ambienti climatizzati che sono un ottimo (per noi) e inadatto (per gli insetti) microclima che impedisce la loro sopravvivenza e sviluppo.

Spunti per il progetto di un impianto di monitoraggio degli insetti alati

L’approccio al sistema di monitoraggio degli insetti volanti inizia considerando i punti di ingresso ed il percorso degli insetti. Non tutte le aree aziendali presentano lo stesso Indice di Rischio di intrusione e contaminazione per cui deve essere individuato un criterio che attivi le difese nei punti di accesso (aree di carico/scarico dove le porte e portoni sono spesso aperti per lunghi periodi) e al contempo assicuri assenza di potenziale contaminazione nelle aree produttive e del confezionamento dove la presenza di insetti volanti specialmente le mosche potrebbero avere un effetto disastroso per la contaminazione diretta e indiretta di alimenti e bevande.

Possiamo dividere uno stabilimento in 3 zone classificate per il diverso indice di Rischio da intrusione e contaminazione.

tre_linee

1° Linea

Aree di accesso ingressi a magazzini di carico e scarico: alto rischio di intrusione degli insetti volanti e basso rischio di contaminazione da insetti volanti sul prodotto esposto.

Rappresenta la prima Linea di filtraggio degli insetti volanti ed è qui che occorre massimizzare le catture onde evitare la penetrazione nelle aree piu’ sensibili.

2° Linea

Aree intermedie: la seconda linea di difesa compresa tra le aree di accesso e le aree critiche.

E’ la seconda Linea di difesa che ha un grado medio di Rischio di intrusione e contaminazione.

Si deve perfezionare  in queste aree le catture degli insetti che abbiano oltrepassato la prima linea di Lampade UV-A

3° Linea        

Aree e punti critici della produzione e del confezionamento: minor rischio di intrusione ma alto rischio di contaminazione del prodotto esposto.

In questa zona le catture dovrebbero essere ridotte al minimo.

Calibrare i Limiti Critici nei livelli piu’ bassi e possibilmente a carico sopratutto di piccoli ditteri.

Dimensionamento

Le Lampade UV in base al modello hanno una copertura definita nella scheda dell’attrezzatura e questa copertura è espressa in metri quadrati (vedi immagine della confezione).In genere possiamo considerare una copertura di 1m2 per ogni watt.Esempio: 2 neon di 15 watt cadauno copertura teorica di 90 m2.

Il dimensionamento deve essere fatto quindi in base al grado di copertura dell’apparecchio e alla dimensione dell’area da monitorare.

lampada_uva

Posizionamento e Altezza

L’apparecchio elettroinsetticida dovrebbe essere posizionato non molto alto, per esempio la base della lampada puo’ essere a 2,10-2,20 metri da terra.

La lampada deve essere:

  • posizionata in modo da non intralciare il passaggio di muletti e personale.
  • a 90° dalle fonti luminose,quindi non sotto le finestre e lampade.
  • lontana da flussi di corrente d’aria che disturbino il volo degli insetti alati
  • non a ridosso del prodotto esposto, quindi lontana dalle linee produttive,zona impasti e alimenti aperti.

Manutenzione

Gli apparecchi elettroinsetticidi richiedono il ricambio dei neon ogni 12 mesi.

I neon devono essere Shatterproof ossia devono essere dotati di una guaina in plastica trasparente che in caso di deflagrazione impedisca la dispersione dei frammenti.Si riconoscono per una fascetta simile a quella della fotografia sotto.

20_watt_shatterproof

Modalità di cattura

Lampada_UVA

Le lampade UV devono catturare gli insetti immobilizzandoli su un pannello collante ricambiato a frequenze variabili a seconda della stagionalità, comunque minimo una volta ogni 30 giorni.

Coadiuvanti di cattura

Al centro del pannello collante possono essere posizionati dei “patch” impregnati di feromone per insetti volanti delle derrate al fine di incrementare la possibilità di monitorare questi pericolosi lepidotteri.In questo modo si puo’ integrare efficacemente il sistema di monitoraggio delle trappole per le tignole.

patch

Colore dei neon

I neon sono per la maggior parte a luce blu od in taluni casi abbinati a neon a luce verde anche se questi ultimi sono meno utilizzati.In bibliografia si riporta in alcuni testi come la luce blu abbia maggior effetto attrattivo.

Colore dei pannelli collanti

E’ dimostrato che il colore giallo dei pannelli ha un effetto cromotropico positivo sulla capacità di attrarre i ditteri.Infatti i pannelli collanti gialli catturano le mosche anche in assenza della luce dei neon blu.

pannello_giallo

Ma in presenza della luce blu dei neon questa capacità attrattiva risulta meno evidente e la loro capacità attrattiva è in questo caso paragonabile ad altri pannelli con colori bianco o nero inseriti nelle lampade.

I colori bianco e giallo sono preferibili e comunque da utilizzare in quelle aree dove la presenza di insetti ha dei limiti critici molto bassi e quindi è raccomandata l’evidenza visiva immediata e un sistema di Alert condiviso tra Ditta di Pest Control e Personale interno all’azienda al fine di evidenziare piu’ celermente eventuali criticità.

Base in cartoncino o plastica

La base del pannello collante dovrebbe essere preferibilmente in plastica specie negli ambienti umidi dove il rischio di schizzi delle acque di lavaggio potrebbe imbibire il cartoncino collante riducendolo in poltiglia.

Pannello “grigliato” per un facile conteggio

Agevola il conteggio degli insetti laddove la superfice del pannello abbia una omogenea densità di catture.

Grado di protezione IP

Il grado di protezione IP indica che l’apparecchio elettroinsetticida è stato costruito per resistere in ambienti che per la loro natura potrebbero favorire episodi di schock elettrico (ambienti umidi) ed esplosione (ambienti polverosi) , per cui possiamo elencare alcune tra le piu’ comuni categorie di Lampade UV.

contaminazione da insetti alati

Vedi la tabella che abbina il grado di protezione IP contro oggetti,acqua e polveri

Nelle aree dei silos farine o con molta polvere occorre usare apparecchi elettroinsetticidi Certificati Atex.

Concludo dicendo che il monitoraggio degli insetti alati è spesso un capitolo debole del sistema di Pest Management in quanto le lampade hanno in genere un costo piu’ elevato rispetto ad altri dispositivi, sia in caso di acquisto che di noleggio.

Lo scopo del post è quello di definire con maggior precisione un progetto razionale di monitoraggio al fine di massimizzarne l’efficacia ad un costo minore possibile per l’Industria che comunque deve affrontare questa capitolo con le dovute accortezze onde evitare Reclami e Non Conformità che ricadrebbero inevitabilmente anche sulla ditta a cui è affidato il servizio di Pest Management.

Rosi Norman

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Romani Disinfestazioni Srl LUCCA Tel 0583-955344 Cell 337-1238029
Controllo Qualità

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La Geolocalizzazione delle trappole e degli erogatori

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L’informatica ha cambiato la nostra visione ed il nostro approccio ai servizi che svolgiamo nell’ambito del Pest Management.

Le possibilità che derivano dalla rivoluzione informatica erano inimmaginabili fino a poco tempo e questo crea una serie infinita di opportunità che l’Impresa di Disinfestazione deve saper cogliere per soddisfare le crescenti richieste dell’Industria Alimentare per un servizio moderno e in miglioramento continuo.

Per esempio nel  monitoraggio e controllo dei roditori è molto importante registrare le attività rilevate, sopratutto nelle aree esterne attraverso i dispositivi che abbiamo installato,sia che si tratti di erogatori di esca rodenticida o placebo che di trappole.

I dati devono essere inseriti in un programma ed elaborati per creare delle analisi statistiche che possono essere molto utili per comprendere per esempio quali postazioni siano piu’ visitate e adottare le azioni correttive del caso.

La fase successiva alla precedente e che completa la Valutazione del Rischio Ambientale del sito dovrà comprendere una analisi delle aree maggiormente visitate dai roditori, ossia la frequenza con cui si manifestano i fenomeni dell’attività murina, che siano essi catture o consumi di esca ed è qui che entra in campo la Geolocalizzazione.

Per i nostri Clienti da oggi vengono messe a disposizione mappe specifiche del sito con evidenza dei punti esca presenti e/o l’indicazione di quelli visitati e relative frequenze.

Questa mappa deve essere inserita nella “Relazione dei Trend” al fine di valutare a 360° il servizio ed ottemperare cosi’ a quanto richiesto dai piu’ moderni Standard volontari  per le Industrie Alimentari come per esempio gli Standard BRC e IFS.

Geolocalizzazione maps_bait_station
Mappa DEMO consultabile con un click

E’ importante a nostro avviso inquadrare i dati da Gennaio a Dicembre poichè, seppur sia vero che i roditori non agiscono con il calendario alla mano, la loro attività cambia notevolmente nel corso del tempo per cui è utile una analisi  definita dal punto di vista temporale e verificare il piu’ oggettivamente  possibile i vari andamenti.

Queste analisi di Geolocalizzazione come anzidetto aprono la strada a numerosi ed ulteriori approfondimenti analitici di cui solo ora le imprese di Pest Control iniziano a sfruttarne la potenzialità.

I tag possono essere colorati in maniera diversa a seconda del numero di visite, si possono aggiungere fotografie,link,note ecc.

La mappa puo’ essere anche visualizzata anche inquadrando un codice QR.

QR_geolocalizzazione

E’ questo un primo passo che l’Azienda di Pest Management puo’ fare al fine di allargare la prospettiva del Rischio infestativo in particolare per i roditori, ed affinare così le tecniche di prevenzione e controllo che risaltano maggiormente da una analisi del contesto ad ampio spettro che consente di fare la geolocalizzazione dei punti esca/trappola.

rosi norman

Rosi Norman Controllo Qualita’

Romani Disinfestazioni Srl Lucca

Tel 0583-955344 Cell 337-1238029

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Erogatori e trappole sempre rotti?

Erogatore_rotto

Un problema di lunga data e spesso sottovalutato, che tutti noi disinfestatori dobbiamo affrontare quotidianame.Non bisogna pero’ limitarci a rilevare la rottura del dispositivo durante il monitoraggio e reintegrare la postazione per rendere di nuovo conforme il servizio, anche se questa è sicuramente la prima operazione da compiere: dobbiamo andare oltre.

Infatti presso i Clienti ed in particolare nelle Aziende Alimentari questo problema puo’ generare criticità per le Aziende di Disinfestazione, qualora venisse riscontrata una gestione non razionale e responsabile della questione, è quindi una problematica che va gestita.

Cominciamo innanzitutto a considerare i risvolti piu’ importanti legati alla rottura dei dispositivi:

  • Danno dovuto al mancato dato di monitoraggio nel periodo intercorso tra l’ultimo servizio e il momento della rottura della trappola o dell’erogatore
  • La dispersione nell’ambiente del contenuto del dispositivo
  • Il costo per lo smaltimento ed il ripristino dello stesso
  • Problemi legati alla sicurezza per le maestranze,come per esempio puo’ succedere nel caso di urti a Lampade UV-A che potrebbero cadere al suolo da un altezza di minimo 2 metri

Degli aspetti riportati quello che implica pericoli dal punto di vista della contaminazione primaria e secondaria è sicuramente la rottura di un erogatore di esca rodenticida con conseguente dispersione del prodotto nell’ambiente.In particolare per le aziende che stanno eseguendo un servizio di derattizzazione in area pubblica questo fenomeno potrebbe avere risvolti molto negativi con conseguenze anche giudiziarie, qualora per esempio si rompessero erogatori di esca in aree pubbliche adibite a parco giochi per bambini oppure animali non target come un cane venissero in contatto con l’esca o peggio la mangiassero.

Poichè l’esca rodenticida non viene usata nell’ambiente interno adibito a produzione e magazzino il rischio di contaminazione di alimenti e bevande a carico di esche rodenticide puo’ essere oggi escluso, anche se la cronaca nazionale riporta casi di questo tipo nell’ordine di qualche episodio all’anno.

rottura trappole

Foto 1: erogatore aperto e esca fuoriuscita

Non meno rilevante è la Non Conformità che deriva dalla rottura di un dispositivo sia all’esterno che all’interno di un azienda alimentare.Oltre ai rischi dovuti alla dispersione del contenuto dell’erogatore o della trappola con il rischio di contaminazione che ne deriva (con le premesse anzidette relative all’assenza di esca nelle aree interne,ma la contaminazione potrebbe essere comunque a carico di altri prodotti come stick feromoni, esca placebo ecc),qui si manifesta anche un altro fattore, ossia la Non Conformità del Piano di Gestione dovuta alla temporanea disattivazione di un dispositivo.

Immagine 2: trappola multicattura deformata da un urto

Ricordiamo che un dispositivo per il monitoraggio infestanti rappresenta a tutti gli effetti un CCP ovvero un Punto Critico di Controllo per cui la sua mancata conformità rende di fatto il sistema fuori controllo a causa dei dati non rilevati.Questo fattore in sede di Audit potrebbe inoltre creare problemi qualora vi sia stato nelle ore a ridosso dell’ispezione una rottura o il distacco di un dispositivo.

Come possiamo gestire al meglio questo aspetto

Andiamo a vedere nel dettaglio cosa possiamo fare per minimizzare il rischio che questo fenomeno diventi un problema per l’Azienda di Disinfestazione e per il Cliente:

1) Lavorare a quattro mani con il personale interno dell’Azienda nel momento della progettazione dell’impianto.

A partire dall’Ufficio Qualità per passare ai Manutentori e ai Capoturno e condividendo con queste figure il nostro progetto possiamo ridurre il rischio di collocare dispositivi nei punti piu’ soggetti a sollecitazioni per passaggi di muletti,traspallet,stoccaggio pancali, uso di lavasciugapavimenti o altre operazioni che potrebbero causare la rottura di un dispositivo.

Starà’ poi al disinfestatore riuscire a coniugare queste esigenze aziendali con la funzionalità del dispositivo, il quale deve sempre mantenere una sua integrità unita ad una efficacia duratura nel tempo.

2) Sfruttare i punti protetti o angoli morti dove il dispositivo puo’ efficacemente svolgere la sua azione senza il rischio che sia di intralcio alle maestranze.E’ controproducente installare i dispositivi in punti di passaggio,corridoio stretti od altri punti soggetti a stoccaggio serrato di alimenti e bevande nei magazzini del Prodotto Finito ecc.

Nel caso delle lampade UV-A per esempio si consiglia di non collocare queste in punti bassi o di passaggio di muletti

Immagine 3: trappola installata dietro barra paracolpi in metallo

3) Formare e Informare il personale e gli addetti alle pulizie su cosa siano questi dispositivi,a cosa servono e come vanno gestiti, avvisando prontamente i Responsabili interni in caso di rotture o manomissioni anche accidentali.A questo proposito possono essere utili gli incontri formativi dell’Azienda di Pest Control aventi proprio l’obiettivo di sensibilizzare il personale sugli aspetti del monitoraggio infestanti, ovvero una conoscenza di massima dei principali infestanti e dei segni della loro presenza,le buone pratiche per la Prevenzione dalle infestazioni, cosa sono le trappole e gli erogatori e come vanno gestiti per evitare appunto che vengano rotti,spostati,gettati via ecc.

In sintesi possiamo dire che questo problema puo’ essere efficacemente tenuto sotto controllo e ridotto al minimo fisiologico qualora vi sia una collaborazione fattiva tra tutti i soggetti coinvolti, andando quindi in primis ad installare i dispositivi in punti a basso rischio potenziale di rottura,passando poi per l’applicazione delle Buone Pratiche da parte delle Maestranze che conoscendo ed essendo informate su cosa sia una trappola od un erogatore possano al meglio collaborare per mantenere questi dispositivi integri ed efficienti.

rosi norman

Rosi Norman Controllo Qualita’

Romani Disinfestazioni Srl Lucca

Tel 0583-955344 Cell 337-1238029

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Indice di Rischio di una Infestazione

pannello collante elettroinsetticida

In una intervista ad uno dei fondatori del Motore di Ricerca piu’ famoso al mondo  alla domanda se il progetto Google fosse perfettibile disse che il loro obiettivo era quello di prevedere cosa desidera trovare un utente alla prima lettera che questi scrive nella barra di ricerca.

Questo significa che questi potenti strumenti che oggi tutti noi utilizziamo sanno molte piu’ cose di noi di quanto possiamo immaginare, ma ci dice anche che l’analisi delle previsioni è la chiave che puo’ decretare  il successo o il fallimento di un progetto.

google
Figura 1 Esempio di come alla prima lettera scritta Google suggerisce alcune parole chiave proposte in base alle ultime ricerche effettuate dall’utente
rischio infestazione

Anche noi disinfestatori quotidianamente eseguiamo questi calcoli previsionali anche se un tempo questo avveniva spesso in maniera inconsapevole.

Oggi abbiamo molti strumenti a disposizione,a partire dai monitoraggi, occorre pero’ fare una analisi integrata e organica dei dati rilevati, pena l’insuccesso ed una lettura incoerente.

Figura 2  Le fasi della Gestione del Rischio

Senza l’aiuto dei computer non avremmo quegli strumenti matematici e di analisi statistica che ci possono aiutare tantissimo nell’attribuzione di una classe di rischio il piu’ obiettiva possibile associata ad un evento infestativo.

Anche se abbiamo a che fare con specie biologiche e non con numeri e quindi esisterà sempre un “fattore K” imprevedibile questi programmi ci aiutano nell’elaborazione di piani di monitoraggio piu’ mirati e di azioni preventive e correttive che tendano a contenere al massimo i fenomeni infestativi.

Vediamo quali sono i parametri che è nostro interesse monitorare per misurare questo Indice di Rischio di un Infestante.

1° PARAMETRO: LA PROBABILITA’ (P) o FREQUENZA DI CATTURE E CONSUMI DI ESCA

frequenza_consumi
Figura 3 Cerchiati in rosso i dispositivi ove è stato evidenziao il consumo di esca e l’indicazione delle frequenze.

La frequenza di un evento, come per esempio il consumo di esca rodenticida nella seconda cintura di erogatori, fornisce preziose informazioni su quali aree siano a maggior rischio intrusivo e ci aiuta nell’ adottare quelle misure di mitigazione del rischio che hanno lo scopo di impedire la penetrazione dei roditori nella prima cintura e quindi approssimarsi all’edificio.

La frequenza è un parametro fondamentale collegato strettamente alla probabilità che un evento si verifichi.In altre parole possiamo affermare che se un evento accade con una certa frequenza (documentata e registrata) c’è un’alta (P) probabilità che questo evento si possa verificare di nuovo.

Sotto vediamo una tabella con i dati delle catture di lepidotteri in una Industria.Con un semplice foglio di calcolo possiamo evidenziare subito i superamenti dei limiti critici e le postazioni ove maggiori sono le catture e le frequenze del superamento delle soglie.

tabella
Figura 4 Una tabella con i consumi durante i monitoraggi e l’evidenza di sforamenti del Limite Critico

Alla probabilità puo’ essere assegnato un valore cosi’ ripartito:

  • 1 (uno) nel caso di probabilità bassa
  • 1 (uno) nel caso di probabilità media
  • 2 (due) per una probabilità alta
  • 3 (tre) per una probabilità altissima

Se una postazione registra molte catture o consumi ripetuti la probabilità che questo evento si verifichi di nuovo sarà molto piu’ alta rispetto ad altre postazioni dove questi eventi non si verificano.

2° PARAMETRO: LA GRAVITA’ (G)

La gravità dell’evento è strettamente legata all’area interessata dal fenomeno.

E’ pacifico che in genere la gravità aumenta mano a mano  che ci avviciniamo alle aree produttive interne, anche se vi sono molte variazioni da caso a caso, dovute per esempio alla tipologia di struttura produttiva (poichè a volte vi è una soluzione di continuità tra le diverse aree) oppure a seconda del tipo di monitoraggio: in certi casi deve essere esclusa l’area esterna, vedi l’esempio sottoriportato relativo ad un servizio di monitoraggio degli insetti volanti che non viene eseguito nelle aree esterne.

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Figura 5 La divisione in aree con Rischio diversificato a seconda della fase produttiva

Possiamo fare un elenco indicativo sui diversi gradi di Gravità associati all’area dell’Industria Alimentare:

  • Lieve 1  (uno) Prima e Seconda cintura esterna
  • Media 2 (due) Aree di Ingresso,Locali Tecnici
  • Alta 3 (tre) Magazzino Materie Prime
  • Altissima 4 (quattro) Aree di produzione,semilavorati,magazzino Prodotto Finito

Al consumo di esca che si verifica nella seconda cintura assegneremo un valore piu’ basso rispetto al consumo di esca (anche placebo) di un erogatore posto in un magazzino materie prime o in un controsoffitto.

Calcolo dell’Indice di Rischio (R)

R stà a indicare l’Indice di Rischio  è’ il prodotto della Probabilità (P) per la Gravita’ (G) e quindi è un numero che puo’ essere classificato e a cui assegnare una determinata classe di Rischio.

Indice di Rischio (R) = Probabilità (P) x Gravità (G)

Se utilizzassimo i valori sopra riportati a seconda dei vari rapporti che possiamo eseguire tra Probabilità e Gravita’ potremmo avere un risultato variabile tra 0 e 12 e che potremmo classificare in questo modo:

  • Indice di Rischio da 0 a 2= Lieve.(definire le Azioni Ordinarie)
  • Indice di Rischio da 3 a 6= Medio (definire le Azioni Preventive)
  • Indice di Rischio da 7 a 9= Alto (definire le Azioni Preventive e Correttive)
  • Indice di Rischio da 10 a 10= Altissimo (definire le Azioni Correttive Improcrastinabili)

Esempio 1

Abbiamo rilevato il consumo di esca in una postazione posta in un locale tecnico e assegniamo a questo evento:

  • Probabilità 2 x Gravità 2 = Indice di Rischio 4 Medio

In base a questo indice potranno essere assegnate tutte quelle azioni preventive e correttive mano a mano che il valore del rischio andrà ad aumentare.

In questo caso potremmo prevedere delle azioni come la verifica dell’assenza di nidificazioni, la verifica dell’ermeticità del locale, oppure variare il numero di erogatori o trappole e potenziare la quantità di’esca rodenticida nell’area esterna alla cabina stessa.

Esempio 2

Catture di Lepidotteri vicino al Limite Critico  in una trappola in produzione e assegniamo a questo evento:

  • Probabilità 3 x Gravità 3 = Indice di Rischio 9

In questo caso invece siamo vicini alle azioni improcrastinabili, ossia devono essere adottate subito delle azioni che devono contenere il fenomeno: nel caso dei lepidotteri una di queste azioni puo’ essere la pulizia del macchinario vicino alla trappola o interventi di disinfestazione mirati.

L’indice di Rischio è inoltre collegato al Limite Critico ed è possibile metterlo in relazione a questo attraverso la definizione di ulteriori gradi intermedi come per esempio le Soglie di Tolleranza, e le Soglie di Attenzione , sempre con le dovute valutazioni del caso perchè negli Alimenti e nelle Bevande non sono ammesse contaminazioni da infestanti per cui occorre definire bene queste soglie per tipologie di infestante ed area interessata.

Tramite software dedicati  è inoltre possibile attivare un sistema di Alert automatici che evidenzino in tempi brevi se non reali eventuali sforamenti per adottare quelle misure necessarie a eliminare ogni possibile rischio infestativo.

Leggi anche il nostro precedente articolo dedicato alla Supervisione dell’Ufficio Qualità dell’Azienda Alimentare sul Servizio di Pest Control che presenta aspetti e approfondimenti collegati a questo post.

Rosi Norman

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Controllo Qualità

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La supervisione del Team Qualità sulla Ditta di Pest Management

Food defense e Pest Control

Ai fini di un servizio di monitoraggio e controllo infestanti pienamente efficiente è essenziale che il referente dell’Industria Alimentare che si interfaccia con la Ditta di Pest Management effettui una efficace supervisione del lavoro fatto da quest’ultima;in genere il referente è rappresentato da un membro o dal Responsabile del Team dell’Ufficio Qualità

Per poter eseguire questo compito nel migliore dei modi occorre che il Responsabile dell’Industria Alimentare abbia dimestichezza con i dati raccolti durante le operazioni di monitoraggio effettuati dalla Ditta di Pest Management, ovvero che venga effettuata una valutazione anche rapida ma ragionata di questi dati, in genere costituiti da consumi di esche e catture di insetti e roditori.

In passato era in uso demandare e delegare il servizio al 100% alla Ditta esterna ma la normativa vigente in materia non ha derogato su questo aspetto obbligando le Aziende Alimentari a rispondere direttamente di eventuali Non Conformità ed anche i moderni Standard Internazionali per le Aziende che lavorano con la GDO in Italia e all’estero sottolineano che l’Azienda Alimentare deve obbligatoriamente effettuare una supervisione fattiva del lavoro delle Ditte di Disinfestazione, sia durante che dopo il servizio.

A tale proposito alcuni Standard prevedono almeno 4 Audit interni per il Pest Control durante l’anno.

Poiché ogni processo deve poter essere misurabile al fine di valutarne l’andamento e identificare tutte le possibili azioni di miglioramento occorre analizzare questi dati e non assumerli unicamente come un numero assoluto.

Alcuni degli esempi riportati di seguito vengono probabilmente già adottati in tutto o in parte nella pratica quotidiana ma qualora cio’ non fosse potrebbero essere uno spunto interessante per una analisi interna piu’ esaustiva e completa.

Analisi delle planimetrie

Le Planimetrie o mappe dei punti esca/trappola sono un documento che viene sempre richiesto, ma nella quasi totalità dei casi è utilizzato al fine di verificare la rispondenza dell’ubicazione dei dispositivi e la loro numerazione.

Le planimetrie possono dare anche molte altre informazioni :per esempio ci possono mostrare le aree esterne dove maggiore è la frequenza dei consumi di esca o delle catture; è questa una valutazione che fornisce un valore aggiunto perché consente di visualizzare a schermo quelle postazioni dove sono registrate le maggiori attività.

Di conseguenza potranno essere individuate efficacemente quelle aree dove maggiore è la presenza di attività murina, per esempio l’area dei rifiuti, oppure una zona confinante con un campo incolto o vicina a un fosso o un canale.

Un consiglio pratico potrebbe essere quello di evidenziare le postazioni che progressivamente vengono visitate dai roditori, annotando il numero delle volte in cui si sono registrati questi eventi: ecco che a colpo d’occhio si possono individuare le aree dell’azienda maggiormente a rischio e dove potrebbe essere utile oltre chè opportuno coordinare con la Ditta di PM le difese da adottare.

Indicare anche il mese in cui si è registrato l’evento è utile per prevedere la frequenza dell’attività durante l’arco dell’anno.

Questa operazione sulle planimetrie puo’ essere personalizzata come si vuole ed essere usata per ogni tipologia di infestante, riportando quindi di volta in volta erogatori di esca, trappole per roditori, trappole per blatte e insetti striscianti, lampade UV per il monitoraggio degli insetti volanti, trappole per lepidotteri ecc.

Tabella per il Calcolo dell’Indice di Rischio

Ogni area dell’Azienda ha un indice di Rischio per quanto riguarda gli infestanti e questo Indice è sempre crescente dall’esterno verso l’interno dell’Industria.

Questo è intuibile ma come abbiamo detto precedentemente occorre documentare e misurare questi dati al fine di rendere costante e obiettiva la nostra valutazione basandoci su schemi univoci.

Dico “univoco” e non “fisso” in quanto ogni metodo di valutazione deve poter essere messo in discussione e migliorato, pero’ all’interno di un insieme omogeneo di dati occorre che lo schema sia sempre lo stesso, pena l’annullamento totale o parziale di tutte le nostre valutazioni.

Ecco che puo’ tornare utile una tabella che individui un Indice di Rischio che risulta come prodotto tra la Pericolosità (Gravità) e la Probabilità dell’Infestazione.

Con i dati alla mano possiamo assegnare ad ogni evento un range che rispecchia in modo abbastanza attendibile il nostro Indice di Rischio.

Analisi statistiche dei dati di monitoraggio

Per poter effettuare questa operazione occorre necessariamente ricevere dalla Ditta di Disinfestazione il file in formato “Foglio di Calcolo” con i dati già inseriti, perché altrimenti risulta pesante ( forse impossibile) trascrivere nelle tabelle tutti i dati i rilevati in sede di intervento, per cui il consiglio è quello di chiedere i files o scaricargli in formato Excel o Calc direttamente dall’Area Clienti per quelle Ditte che offrono la reportistica online a propri Clienti.

Il lavoro iniziale che occorrerà fare riguarda che tipo di grafico e selezionare le aree delle celle che si intendono utilizzare, e fatto questo non ci sono limiti alle Tecniche Statistiche applicabili perché il “Foglio di Calcolo” offre un infinità di elaborazioni grafiche dalle piu’ semplici alle piu’ sofisticate.

reports

Anche con una semplice tabella come quella sopra esposta si possono fare grafici riepilogativi come per esempio:

1) Un grafico a linea per valutare l’andamento delle catture:

a)     Totali

b)     Divise per famiglia di insetti

c)     Divise per trappole

Grafico
Andamento catture 2015-2016

2) Un grafico a barre per mostrare il livello di catture in base ai limiti critici

3) Un grafico radar che è utile per evidenziare le famiglie di insetti maggiormente presenti per ogni postazione o per area individuata

4) Anche il grafico a torta è utile come anzidetto per “pesare” le famiglie di insetti rispetto al totale delle catture

Questi sono solo alcuni piccoli esempi di quello che è possibile fare in pochi minuti con i fogli di calcolo ricevuti dalla Ditta di Pest Management

Lo Stress Test del Pest Control

Le check-list di verifica delle procedure cogenti e volontarie nei paragrafi relativi al programma di Pest Control riportano tutti i requisiti da soddisfare, ma puo’ essere utile anche compilare il veloce Modulo online fruibile anche tramite Smartphone che senza bisogno di fare nessuna installazione riepiloga in pochi passaggi i principali punti da soddisfare.

 Letture consigliate:

“Studi pratici per il controllo degli infestanti nelle aziende agroalimentari”

di Davide Di Domenico, Claudio Venturelli, Morena Piumi ECOD Editrice.

Per maggiori informazioni Clicca qui

“Evoluzione del Pest control nella filiera alimentare”

Davide Di Domenico 2016 Edizioni Accademiche Italiane

Per maggiori informazioni Clicca qui

Grazie dell’attenzione

Rosi Norman

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I Limiti Critici nel Pest Control

L’introduzione formale del concetto di Limite Critico nel settore del Pest Control risponde ad un preciso requisito previsto dal piano di Autocontrollo nell’ambito delle produzione alimentare in tutte le fasi della filiera.

Anche per il Pest Control deve essere applicato il cosidetto “Schema HACCP”  che definisce l’approccio che il Responsabile deve seguire per gestire correttamente tutti gli aspetti coinvolti per garantire la Sicurezza Igienico Sanitaria del prodotto alimentare in questo specifico ambito.

Il piano del Pest Control di conseguenza deve rispettare questo schema e deve essere gestito secondo un ciclo virtuoso di monitoraggio costante e definito attraverso:

  1. Identificazione dei Pericoli Potenziali
  2. Determinazione dei CCP di processo
  3. Determinazione dei limiti critici per ogni CCP
  4. Determinazione del sistema di monitoraggio dei CCP
  5. Determinazione delle Azioni Correttive
  6. Determinazione delle procedure di verifica del Sistema
  7. Determinazione della Documentazione del Sistema
limiti critici

Anche la Norma UNI EN 16636 che certifica le Imprese di Disinfestazione segue questi passaggi.

Una delle prime conseguenze dovute all’introduzione del concetto di Limite Critico all’interno di una Gestione Integrata degli Infestanti (IPM Integrated Pest Management) fu’ quello di diminuire notevolmente gli Interventi a Calendario, diffusi in precedenza nelle pratiche operative dei disinfestatori.

E’ pur vero che ancora oggi permangono nelle Industrie Alimentari periodi dedicati per eseguire interventi di disinfestazione, in quanto l’aumento dei turni produttivi ha ridotto i tempi di fermo produzione e bisogna necessariamente intervenire in momenti  che in genere coincidono con la pausa estiva e natalizia, pero’ questo è dovuta piu’ a una necessità logistica che di approccio mentale al problema delle infestazioni.

Dobbiamo distinguere tra Soglie di Attenzione e Limite Critico?

Secondo noi si, ma non nel senso che hanno le Soglie di Attenzione nel settore agricolo,dove le operazioni di monitoraggio hanno lo scopo di far avvicinare il piu’ possibile il rapporto tra il costo di un trattamento rispetto ai benefici diretti che questo comporta, perchè in Agricoltura si ammette e si tollera il “rumore di fondo” di una leggera infestazione.

Nel campo delle Aziende Alimentari questo non è possibile in quanto il panorama normativo non ammette la produzione,l’immagazzinamento e la vendita di alimenti infestati o con tracce dirette e indirette di infestanti.

Per questo motivo potremmo anche associare le Soglie di Attenzione con le Azioni Preventive che possiamo attuare per diminuire  i rischi infestativi e i Limiti Critici con le Azioni Correttive improcrastinabili da adottare quando questi vengono superati.

Tra le azioni preventive possiamo citare:

  • Chiudere le porte e i portoni durante i periodi di inattività e/o dotarli di dispositivi per la chiusura automatica.
portone aperto
  • Dotare le porte e i portoni di spazzole antintrusione ben aderenti alla pavimentazione
  • Corretta gestione delle aree esterne e delle aree di deposito cassonetti dei RSU
  • Corretta gestione della acque di scarico per evitare pozzanghere e ristagni di acqua nei tombini.
  • Applicazione di corrette operazioni di pulizia
  • Applicazione e  variazioni di parametri di controllo Temperatura e Umidutà

Tra le azioni correttive di immediata attuazione abbiamo invece:

  • Interventi straordinari a frequenza serrata.
  • Aumento/variazione dei dispositivi presenti,come erogatori e trappole.
  • Ricambio del tipo di  prodotti,esche,attrattivi alimentari,feromoni ecc.
  • Interventi di disinfestazione con prodotti chimici e non

Quindi l’effettuazione di un intervento di disinfestazione (chimico o non) non è l’unica conseguenza diretta di un eventuale superamento delle soglie, in quanto come abbiamo visto sono molteplici le operazioni che si possono effettuare al fine di riportare le catture nei limiti della normalità.

Come possiamo definire i Limiti Critici in maniera oggettiva al fine di rendere fluide le procedure di controllo?
I testi in questo campo riportano alcuni suggerimenti anche se bisogna premettere che non esistono Limiti Critici universali e standard per tutti, questo breve articolo vuole essere solo un momento di confronto esponendo concretamente un ordine numerico sul quale lavorare per tipo di infestante ed area interessata:

romanidisinfestazioni-378

Roditori
a) per le aree esterne nella seconda cintura potremmo considerare superati i Limiti critici a seguito di consumi di esca in tre o piu’ erogatori contigui o nel 10% e piu’ degli erogatori esterni visitati dai roditori con consumi significativi: esempio su 10 erogatori esterni nella seconda cintura si puo’ intervenire con azioni correttive nel caso di consumi in 2 erogatori.
b) per le aree esterne nella prima cintura i Limiti critici devono scendere perchè piu’ prossimi allo stabilimento e quindi sono superati a seguito di consumi di esca in due o piu’ erogatori contigui o nel 5% degli erogatori esterni totali visitati dai roditori con consumi significativi: esempio su 10 erogatori esterni in prima cintura si puo’ intervenire con azioni correttive nel caso di consumi in 1 erogatore.

In ogni caso i Limiti Critici vanno valutati caso per caso in base al Rischio Ambientale e al Sito oggetto del trattamento,inteso come stato delle strutture e destinazione produttiva.

Di difficile (o impossibile) reperibilità Limiti critici relativi a trappolaggi effettuati nelle aree esterne perchè la casistica è ancora limitata seppure il trend di questo sistema sia in continua crescita.
c) per le aree interne sia magazzini che aree adibite a produzione a maggior ragione il limite deve essere zero per cui si adotteranno azioni correttive anche a seguito di una singola cattura o del consumo di esca placebo nelle aree interne.
Anche per i roditori come per gli altri infestanti è in via di introduzione la gestione dinamica delle soglie in base alla stagionalità, per cui con tutta probabilità in futuro si dovrà tenere conto anche di questo parametro.

Insetti striscianti e blatte
a) per le aree esterne si rimanda al monitoraggio visivo di formiche,presenza di carabidi o blatte nelle immediate vicinanze del fabbricato la cui presenza farà scattare gli interventi del caso.
b) nelle aree interne il limite critico a nostro avviso deve essere zero per le aree a diretta manipolazione,con contenitori aperti e nel magazzino del prodotto finito,mentre nei magazzini materie prime si puo’ tollerare fino a due-tre blatte a trappola per ambiente con numero di trappole dimensionato alla superfice.

Insetti volanti
La definizione dei limiti critici per gli insetti volanti è oggetto di continue diatribe in quanto non sempre il numero degli apparecchi è dimensionato alle reali necessità,per cui il numero di catture rischia spesso di concentrarsi sugli apparecchi presenti,facendo salire le soglie di catture oltre livelli accettabili.
Occorre quindi inquadrare la copertura della lampada,che in genere oscilla dai 90 ai 400 m2 a seconda della potenza dei tubi neon. I tubi neon devono essere cambiati ogni 12 mesi.
Come già detto per i roditori anche per gli insetti volanti varrà sempre piu’ il risultato in base alla stagionalità per cui non sarebbe sbagliato definire diversi limiti critici in base al periodo in questione.
Supponiamo di avere una trappola con pannelli 42×24 cm, una in area ingresso in magazzino ed una in area produzione e vediamo come possiamo inquadrare i limiti critici.
a) Lampada in area di ingresso disimpegno-magazzino: 3-5 muscidi per dm quadro
b) Lampada in area produttiva per alimenti a bassa deperibilità 1-2 muscidi per dm quadro
c) Lampada in area produttiva per alimenti come carne,pesce,creme 0,5 muscidi per dm quadro

pannello collante elettroinsetticida
Il Tecnico ricambia il pannello collante

Le catture diminueranno progressivamente mano a mano che si andrà verso l’interno dello stabilimento.
Piccoli ditteri,culicidi,falene,cimici ecc dovranno avere limiti definiti di volta in volta tranne i vespidi e gli imenotteri per cui il limite tenderà a zero data la pericolosità di un eventuale puntura al personale.
Rapportare in base alla lampada UV se questa sia monofaccia o bifaccia e se vi siano ambienti di compensazione o il reparto oggetto del servizio sia a ridosso dell’area esterna e separato da questa solamente da una porta o portone.
Inoltre non vi devono essere insetti in volo e catture di mosche Calliforidi,Lucilia ecc..

Insetti delle derrate
a) per gli insetti volanti delle derrate come ad esempio i lepidotteri da un confronto con alcuni colleghi in genere è ammesso un limite di catture di 10 eesemplari nel magazzino MP e fino a 5 esemplari per trappola nel reparto Produzione.
I feromoni oggi in commercio possono arrivare a coprire circa 200 m2 , che è una buona copertura.

b) per gli insetti striscianti delle derrate come il Tribolium o il Sitophilus in caso di presenza di derrate da monitorare si possono ammettere 3-5 esemplari catturati a trappola nelle aree del magazzino,fatta eccezione per la presenza visiva di insetti oltre quegli catturati.
Queste trappole risentono a volte dell’ambiente in cui sono collocate per esplicitare al meglio le loro funzioni;essendo infatti necessarie negli ambienti in cui si lavora la farina il rischio è che le colle e i supporti di cattura si impolverino oltre misura inficiando i dati.

Altri infestanti: piccioni e altri volatili,felini,cani

guano piccioni industria
guano_da_piccioni

In questi casi occorre adottare le misure di pest proofing atte a impedire l’accesso,lo stazionamento temporaneo e l’annidamento permanente di questi infestanti occasionali ma che possono arrecare danni ingenti,per esempio i piccioni oltre che insudiciare i materiali sono portatori di patologie come salmonelle ed ectoparassiti come zecche e pidocchi per cui la loro presenza è incompatibile in ogni ambiente di una industria alimentare.
I dati esposti sono riferiti a monitoraggi effettuati a cadenza di 15-25 giorni.

In questo articolo non si fà riferimento alla ripetitività dei dati nelle postazioni
La valutazione varia in base all’ubicazione dell’azienda (urbana,semirurale,rurale) ed anche allo stato delle strutture ovvero se trattasi di edificio nuovo o vetusto.
Per tutti gli infestanti sopraesposti non deve verificarsi l’avvistamento di esemplari vivi in movimento durante le operazioni di ispezione perchè questo fà scattare immediatamente l’azione correttiva del caso.
I Limiti Critici devono essere sempre oggetto di continua revisione e approvati dalla ditta di Pest Control e Responsabile dell’Azienda Alimentare e tutti gli attori coinvolti devono poter dimostrare di valutare continuamente i trend e le soglie in base al loro grado di accettabilità.
E’ possibile trovare un supporto anche nei limiti fissati nei Filth test effettuati dai laboratori di cui si avvale l’Azienda Alimentare seguita.

Rosi Norman

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Nuovi scenari nell’uso delle esche rodenticide

Pratica AGROALIMENTARE

Pubblicato un articolo a firma Almater Srl e Romani Disinfestazioni Srl

PRATICA AGROALIMENTARE

L’Articolo

Pubblicato sul numero 2 di settembre 2017 della rivista “ pratica AGROALIMENTARE ” un articolo sulle ultime novità in tema di pest control ed esche rodenticide a firma di Alfredo Gris di Almater Srl e di Norman Rosi AQ di Romani Disinfestazioni Srl.

L’articolo è disponibile qui

L’articolo focalizza gli aspetti tecnico-operativi che vengono messi in discussione dalle nuove disposizioni circa l’uso delle esche rodenticide secondo quanto riportato nell’etichetta delle esche rodenticide con particolare riguardo ai servizi presso le Aziende del settore Agroalimentare.

Attraverso una attenta valutazione del rischio del sito e dell’ambiente vengono poi presi in considerazione i Pro e i Contro di alcune delle tecniche oprative di piu’ immediata e rapida adozione tra cui possiamo annoverare l’uso delle esche virtuali alternato a quelle rodenticide e l’utilizzo sistematico dei sistemi di trappolaggio ad integrazione delle barriere di erogatori di esche rodenticide esterne di cui si consiglia comunque il mantenimento per poter eseguire campagne di derattizzazione temporanee limitate ai periodi di maggiore criticità da rischio di infestazioni.

La Rivista

Pratica AGROALIMENTARE è una rivista per chi opera nel settore agroalimentare: obblighi, responsabilità e le migliori opportunità fornite dall’export.

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